Il metodo cognitivo-umanistico
Comprendere i processi di cambiamento, conoscere la persona, costruire la relazione terapeutica.
La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto Praxis propone un percorso che integra l’approccio cognitivo-comportamentale con le prospettive umanistiche ed esistenziali.
Lo studente è accompagnato nello sviluppo delle competenze necessarie per comprendere il caso clinico, progettare l’intervento e riflettere sul proprio modo di essere terapeuta. Lo studio dei modelli psicologici si intreccia con la formazione pratica, la supervisione e l’approfondimento filosofico, etico e antropologico.
L’approccio cognitivo-comportamentale
Comprendere ciò che mantiene la sofferenza
La terapia cognitivo-comportamentale esplora le relazioni tra pensieri, emozioni, comportamenti e situazioni di vita. Il significato attribuito a un’esperienza può influenzare ciò che una persona prova e il modo in cui agisce; a loro volta, le sue azioni possono consolidare o modificare quel significato.
Il lavoro terapeutico aiuta a riconoscere questi collegamenti e a individuare i processi che contribuiscono al mantenimento delle difficoltà. La comprensione del problema diventa così il punto di partenza per definire obiettivi condivisi e sperimentare nuove possibilità di risposta.
Un lavoro condiviso
Terapeuta e paziente collaborano attivamente. Attraverso il colloquio, l’osservazione e le esperienze concordate, esplorano le difficoltà, formulano ipotesi e valutano i cambiamenti.
La relazione terapeutica sostiene questo lavoro: permette di confrontarsi sugli obiettivi, comprendere eventuali ostacoli e adattare il percorso alle esigenze della persona.
Dalla comprensione all’intervento
Gli strumenti cognitivo-comportamentali comprendono, tra gli altri, la psicoeducazione, l’analisi dei pensieri e delle convinzioni, gli interventi sui comportamenti e lo sviluppo di abilità per affrontare i problemi.
La scelta degli strumenti richiede una valutazione del caso, degli obiettivi e delle caratteristiche della persona. La formazione prepara lo studente a comprenderne il razionale e a riflettere sul loro impiego nella pratica clinica.
La formazione in Praxis
Il programma approfondisce le terapie di prima, seconda e terza generazione. Le conoscenze teoriche vengono affiancate da esercitazioni, simulate e confronto sui casi, per accompagnare il passaggio dallo studio all’applicazione.
La prospettiva umanistica ed esistenziale
Comprendere l’esperienza della persona
Nella proposta Praxis, gli approcci esistenziali-umanistici portano in primo piano la ricerca di senso. Il disagio viene esplorato all’interno della storia di vita della persona e dei suoi valori, collegando il lavoro terapeutico a un percorso di crescita personale.
Il riferimento alla «dimensione noetica» indica qui l’attenzione al senso che la persona attribuisce alla propria esistenza: ciò che riconosce come importante e che orienta il suo modo di vivere le esperienze.
Il programma Praxis dedica particolare attenzione alla logoterapia di Viktor Frankl, alla terapia centrata sul cliente di Carl Rogers e alla Gestalt di Fritz Perls. Questi riferimenti sono affiancati dalla presentazione di altri modelli utili ad ampliare la comprensione della psiche umana.
Carl Rogers: l’approccio centrato sulla persona
Nella prospettiva di Rogers, la relazione terapeutica offre uno spazio nel quale la persona può esplorare la propria esperienza e sviluppare una maggiore comprensione di sé.
Empatia, autenticità del terapeuta e accettazione della persona sono elementi centrali di questo orientamento. Per chi si forma, rappresentano un invito a interrogarsi sulla qualità dell’ascolto e sul proprio modo di entrare in relazione.
Fritz Perls: la Gestalt, esperienza e relazione
La terapia della Gestalt presta attenzione a come la persona vive l’esperienza presente e si rapporta con il proprio ambiente.
Emozioni, sensazioni corporee e modalità relazionali diventano aspetti da esplorare per accrescere la consapevolezza. La formazione invita lo studente a osservare ciò che accade nell’incontro terapeutico e a riconoscere il proprio coinvolgimento nella relazione.
Viktor Frankl: la ricerca di significato
La logoterapia pone al centro il tema del significato. Esplora ciò che la persona riconosce come importante e il modo in cui può orientarsi nelle proprie scelte, anche di fronte a difficoltà e limiti.
Questo riferimento introduce nella formazione una riflessione sul rapporto tra sofferenza, responsabilità e possibilità di dare una direzione alla propria esistenza.
La formazione personale del terapeuta
Il contributo umanistico attribuisce grande importanza alla relazione terapeutica e alla formazione personale del terapeuta. Il lavoro su di sé aiuta il professionista a riflettere sul proprio modo di incontrare l’altro e di accompagnarlo nella crescita. In Praxis, questa attenzione si affianca alle attività esperienziali e allo studio della filosofia, dell’etica e dell’antropologia.
L’integrazione nella proposta Praxis
Collegare strumenti clinici e comprensione della persona
L’integrazione proposta da Praxis nasce dall’intento di mettere in dialogo gli strumenti cognitivo-comportamentali con la ricerca di senso, la storia di vita e i valori della persona. Il contributo esistenziale-umanistico collega così la comprensione del disagio a una prospettiva di crescita personale.
La formazione cognitivo-comportamentale e quella umanistica concorrono a costruire un modo di ragionare sul caso clinico attento agli obiettivi dell’intervento, alla relazione terapeutica e alla singolarità della persona.
Le domande che orientano la formazione
Nel corso del percorso, lo studente è invitato a confrontarsi con alcune domande fondamentali:
- Quali processi contribuiscono a mantenere la difficoltà?
- Come vive la persona ciò che le sta accadendo?
- Quali significati attribuisce alle proprie esperienze?
- Quali obiettivi possono essere condivisi nel lavoro terapeutico?
- Come scegliere e valutare gli strumenti di intervento?
- Che cosa accade nella relazione tra terapeuta e paziente?
Queste domande collegano l’apprendimento delle tecniche alla riflessione clinica e alla consapevolezza professionale.
Dalla teoria alla pratica
Il percorso quadriennale comprende lezioni, esercitazioni, simulate, seminari e tirocinio. Le attività pratiche acquistano progressivamente più spazio; dal secondo anno, la supervisione di gruppo sostiene il confronto sui casi clinici.
La formazione personale affianca questo lavoro, offrendo occasioni per approfondire le competenze relazionali e riflettere sul proprio ruolo.
Pensiero critico e creatività clinica
L’obiettivo formativo è accompagnare lo studente nello sviluppo di un pensiero clinico capace di collegare conoscenze, osservazioni e scelte di intervento.
Pensiero critico e creatività aiutano il futuro terapeuta a valutare le proprie ipotesi, confrontarsi con la complessità dei casi e progettare percorsi attenti alle caratteristiche di ogni paziente.
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